L’esperto risponde: “I nuovi genitori”

“I nuovi genitori”

 Percorso di sostegno alla genitorialità per genitori con figli adolescenti

Questo mese torna la rubrica “L’esperto risponde”, affidata alle dott.sse  Oddo, Giustarini, Savasta e Campana.

 

“Escono la sera, anche d’inverno, col freddo. Si muovono lungo i muri delle case. Entrano affiancati in un portone poco illuminato e si avviano verso un’aula disadorna, dove siedono altre persone simili a loro. Sono  una coppia di mezza età: lei è una bionda avvenente, lui un uomo dal tratto virile. Eppure sembrano vinti. Hanno un figlio adolescente ed escono la sera per parlare con altri, proprio di lui. Non lo capiscono, temono di ferirlo, che altri lo feriscano, che la scuola lo umili. Che lui stesso sia fragile, triste, debole o annoiato. Tornano dalla serata sollevati e abbattuti a un tempo. Non si sentono all’altezza. “Saremo in grado?” si chiedono, “ce la farà?”. Potrebbero ridere, litigare, fare l’amore, bere, andare al cinema o dormire, cogliendo l’occasione per pensare ai fatti loro. Ma non se la sentono. Sono genitori potenzialmente in crisi di una famiglia affettuosa. Il loro è un impegno full time*”.

La citazione che abbiamo voluto prendere in prestito in apertura ben si presta a descrivere gli ingredienti salienti del percorso di sostegno alla genitorialità che AIED Milano, da anni impegnata nel dialogo con gli adolescenti e le loro famiglie, ha proposto anche quest’anno.

Destinatari sono stati i genitori di figli adolescenti, padri e madri alle prese con una fase di svolta del ciclo di vita familiare, pieni di dubbi ed interrogativi. Genitori che avevano la voglia (ed un profondo bisogno, oseremmo dire) di non sentirsi soli, di confrontarsi all’interno di uno spazio a loro dedicato su tematiche e complessità tipiche dell’adolescenza.

Il percorso di sostegno alla genitorialità si è proposto, dunque,  l’obiettivo  di supportare i genitori nella loro difficile funzione, attraverso la condivisione di esperienze, la mobilitazione di risorse emotive  e l’accoglimento dei nodi problematici nello scambio con i figli.

Per il percorso sono stati previsti nove incontri di un’ora e mezzo, svoltisi da dicembre a giugno, in  assetto circolare, gruppale, tenuti da due conduttrici e due osservatrici silenti.

Il metodo degli autocasi, utilizzato durante gli incontri, ha fatto leva sulla potenza della narrazione e sul suo valore relazionale, consentendo al “portatore del caso” di rivedere la propria storia da un’angolazione del tutto nuova e più ricca e regalando agli altri membri del gruppo un apprendimento indiretto, attraverso una riflessione congiunta.

Anche quest’anno, il gruppo è divenuto uno spazio prezioso in cui fosse possibile sentirsi rispecchiati, ascoltare nell’altro parti  di sé .

In fase iniziale, si è lavorato sulla “creazione del gruppo”, ossia sulla possibilità di favorire lo sviluppo di una fiducia di base, di un clima accogliente e non giudicante, di una comunanza di intenti. I membri del gruppo hanno portato necessità diversificate, che andavano dalla richiesta di soluzioni e di risposte al bisogno di supporto, fino all’esigenza di comprendere quali corde interne l’esperienza della relazione col figlio avesse sollecitato, per approdare ad un nuovo assetto emotivo.

Nella fase centrale del percorso, ogni componente è diventato portatore di ipotesi, soluzioni e prospettive diverse ed, esprimendole, le ha poste a confronto con quelle altrui.

Le conduttrici hanno lavorato sui vissuti, a partire da ciò che i genitori raccontavano. Il focus del lavoro si è spostato, dunque, dall’adolescente al genitore; ciascun partecipante ha potuto riflettere sulle proprie difficoltà e paure rispetto alla possibilità di dismettere il ruolo precedente, di sperimentarsi come “genitore in metamorfosi” di un figlio anch’egli in cambiamento.

Una volta ridotta la preoccupazione di non essere all’altezza delle situazioni (“ forse non sono un buon genitore”, “qualsiasi strategia utilizzi, mi sembra di sbagliare”) ci si è resi via via conto che non fosse necessario arroccarsi sulle proprie posizioni (“sono tuo padre/tua madre e, come tale, devo essere obbedito/a”) maturando una nuova flessibilità.

Si è fatta strada nel gruppo la constatazione che, quasi sempre, una soluzione definitiva non esiste, che ciascuno dovesse trovare dentro di sé la propria risposta e che fosse legittimo e possibile tornare ad “esistere” come persona oltre che come genitore.

Si desidera ringraziare i genitori che, anche quest’anno, hanno preso parte al percorso con grande impegno e motivazione.

 

* Maggiolini, A., Pietropolli Charmet, G., 2004, Manuale di psicologia dell’adolescenza: compiti e conflitti, pag 137, Franco Angeli.

Gruppi Gravidanza 2019

gravidanzaNel corso del 2019 sono in programma due cicli del Gruppo Gravidanza: incontri rivolti a donne in gravidanza che desiderano essere accompagnate al parto, attraverso la valorizzazione delle proprie risorse, ricevere e usufruire di uno spazio di ascolto e condivisione dell’esperienza, ricevere informazioni riguardanti l’esperienza pre-post parto.
Figure professionali coinvolte: ostetrica, psicologa, assistente sociale e ginecologa, psicopedagogista.
La partecipazione in gruppo sarà preceduta da un incontro conoscitivo con la referente, responsabile del gruppo.
L’accesso è possibile dalla 25a settimana

Date di partenza del gruppo:
16 settembre (temine iscrizioni 9 settembre);
4 novembre (termine iscrizioni 28ottobre).

 Per info e iscrizioni contattare AIED MILANO al 02/66714156
Il corso è gratuito per i nostri associati
Tessera associativa annuale: 13 euro