Presentazione Gruppo Gravidanza e partenza del nuovo corso

gravidanzaIl prossimo 25 gennaio alle ore 10.30 presso il consultorio di Aied Milano, in viale Regina Giovanna 36, si terrà un incontro di presentazione del Gruppo Gravidanza per le coppie in dolce attesa tenuto da un’ostetrica e una psicologa.
Il nuovo gruppo partirà invece lunedì 3 febbraio 2020, è possibile iscriversi chiamando in Aied fino al 27 gennaio.
 Per info e iscrizioni contattare AIED MILANO al 02/66714156

L’esperto risponde: “Prevenire è meglio che curare….”

a cura della dott.ssa Florina Aloia. 

La saggezza popolare ci aiuta a comprendere delle verità che troppo spesso diamo per scontate. Negli ultimi anni vi è una maggiore attenzione su come si affronta un’emergenza. Durante il terremoto di Amatrice per la prima volta in Italia abbia sentito dai media parlare dello psicologo dell’emergenza. Ma chi è questa figura? É uno psicologo specializzato nelle tecniche di contenimento delle emozioni, valutazione del soggetto e soprattutto nella rilevazione dei bisogni. In un mondo che si basa sulla prestazione piuttosto che sulle competenze notiamo che le ansie dei neo genitori si manifestano su diversi fronti. Oggi il troppo leggere, il troppo informarsi o il troppo utilizzo di internet porta ad amplificare i dubbi e le non competenze (come la diatriba ciuccio si/no, ciucciare la mano/dito si o no). Un concetto su cui spesso mi soffermo durante il corso di pronto soccorso pediatrico è che ogni genitore conosce il proprio figlio. Banalità? Forse, ma sembra che non si riesca più ad accontentarsi della naturalezza dell’accudimento che nasce dall’esigenza del genitore di proteggere il proprio figlio e il bisogno del figlio di farsi curare. Perciò capita nella vita di assistere a delle emergenze e chiederci come intervenire. In particolare quando si tratta di piccoli esseri che ancora hanno bisogno del loro supereroe che corra in loro soccorso. Ogni adulto che deve accudire un bambino, di qualunque età, sa molto bene che i pargoli sono bravissimi in pochi secondi a ritrovarsi in situazioni molto pericolose. Quando si parla di neonato o bambino non bisogna confondere la fragilità, intesa come la non capacità di resistere agli urti, con la sua situazione oggettiva di debolezza. Infatti di fronte a un evento fuori dal comune tutti siamo fragili e deboli. Quindi, anche una cosa semplice come prendere il cellulare e sbloccarlo può sembrare molto più difficile ma se una voce fuori campo ti ricorda che il numero di emergenza può essere attivato anche senza il pin ecco che, forse, un frammento di ansia svanisce. É in questo senso che conoscere tecniche sia di pronto intervento (su febbre, convulsioni, manovre di disostruzione e massaggio pediatrico), sia psicologiche ( gestione dell’ansia dell’adulto e/o del bambino, come non far vivere eventi di emergenza come traumi, consolare il pianto “inconsolabile”) può creare una base sicura da cui trovare la forza per intervenire nel momento del bisogno. Altro aspetto su cui focalizzo l’attenzione dei genitori è che dalla loro reazione dipende il vissuto del figlio. Immaginiamo la classica situazione di un bambino che impara a camminare e cade. Vi è sempre una frazione di secondo in cui il pargolo guarda il genitore e aspetta di comprendere la sua reazione. Se l’adulto è sorridente, giocoso e sereno, probabilmente, il bambino non piangerà se non si è fatto male. Mentre accadrà l’esatto opposto se vede ansia, apprensione e paura. Ciò accade maggiormente nell’emergenza, poiché per il bambino chi lo aiuta a collegare la realtà interna ed esterna è il genitore. Quindi l’idea di divulgare e insegnare delle tecniche pratiche serve a portare l’adulto a concentrarsi sul fare e ciò costringe il genitore a reagire e non soccombere. Credo che la paura della solitudine sia il vero timore dell’emergenza. Perciò durante il corso si esorcizza quest’ansia nel contesto di gruppo il quale aiuta a rendersi conto che non bisogna affrontare tutto da soli. Si osservano le dinamiche di coppia e ci si focalizza sulle capacità di tutti i componenti della rete che orbita intorno al bambino. Infatti ripeto sempre di cercare l’aiuto del vicino di casa, del portiere, del negoziante perché anche se non conoscono le manovre possono chiamare il numero unico 112, aprire la porta, portarvi in ospedale. Un uomo ben più saggio di me diceva: “Quasi tutti gli uomini vivono fisicamente, intellettualmente o moralmente entro il cerchio d’una parte assai ristretta del loro essere potenziale. Fanno uso d’una piccolissima porzione della loro coscienza possibile e in generale delle loro risorse spirituali, più o meno come un uomo che contraesse l’abitudine di usare e muovere, del suo intero organismo, soltanto il dito mignolo. Situazioni d’emergenza e crisi ci dimostrano che possediamo risorse vitali assai superiori a quanto supponessimo.” (William James)