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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Autore: aiedmilano (del04/06/2007alle ore 08:00:24),in HPV

HPV (HUMANA PAPILLOMA VIRUS)

Con la denominazione Humana Papilloma Virus (HPV) si indica una famiglia di virus di cui, sino ad oggi, si conoscono oltre 150 sottotipi.

L’infezione da Hpv è la malattia sessualmente trasmessa più diffusa nel mondo: i microtraumi dei tessuti legati al rapporto permettono al virus di superare le nostre barriere difensive e, quindi, di infettare le cellule di zone con maggiore fragilità epiteliale (collo uterino, piccole labbra, vestibolo vaginale ed ano). Ma il virus vive anche fuori dell’organismo e si può diffondere attraverso asciugamani, biancheria intima, ecc...

È possibile trasmettere il virus anche attraverso il sesso orale.

Questo virus ha la capacità di indurre una trasformazione neoplastica delle cellule infettate a livello del collo dell’utero.

La latenza dell’infezione è variabile per cui non è possibile stabilire quando questa si è instaurata. Dopo un periodo di incubazione che può oscillare tra uno e 8 mesi, il sistema immunitario dell’organismo ospite attiva una riposta difensiva che può tradursi in una remissione clinica (guarigione dei sintomi), in malattia conclamata o persistenza del virus.

La maggior parte delle infezioni da Hpv vengono eliminate dall’organismo circa 9 mesi dopo l’infezione iniziale. In caso contrario la persona sviluppa un’infezione persistente o ricorrente. È stato dimostrato che un’infezione da HPV persistente aumenta il rischio relativo di sviluppare una lesione di alto grado.

L’infezione latente e la durata lunga e sconosciuta dell’incubazione sono due elementi che rendono impossibile l’incriminazione del partner sessuale.

L’esame del partner sessuale è consigliabile ma non indispensabile per la gestione delle verruche perché il ruolo della reinfezione è probabilmente minimo. Tuttavia, i partner sessuali di donne con verruche genitali possono essere visitati per stabilire la presenza di verruche genitali o altre infezioni sessualmente trasmissibili.

In ogni caso, poiché il trattamento delle verruche genitali probabilmente non elimina l’infezione da HPV, le pazienti e i loro partner devono sapere che si può rimanere infetti anche se le verruche sono scomparse.

La maggior parte delle ricerche non dimostra sostanziali benefici dall’uso del condom nel prevenire la trasmissione del virus (il virus non si trasmette attraverso il sangue o altri fluidi, come lo sperma). Tuttavia, l’evidenza clinica suggerisce che l’uso regolare del condom aumenta il tasso di guarigione ed è, quindi, opportuno consigliare l’uso del condom finché le verruche non siano scomparse.

Inoltre, l’uso del condom è raccomandato soprattutto con nuovi partner sessuali per proteggersi contro altre malattie sessualmente trasmissibili. I rapporti sessuali occasionali devono essere protetti. Infatti, l’infezione viene solitamente contratta da uomini e giovani donne.

Persone clinicamente guarite dall’infezione da HPV potrebbero essere dei portatori e nascondere un’infezione latente, costituendo quindi una possibile fonte di contagio per i partner presenti e futuri. Il condom, dunque, può essere un strumento addizionale di prevenzione da inserire in un quadro generale di riduzione del rischio basato sui comportamenti sessuali.

Le lesioni da HPV si presentano con condilomi (escrescenze carnose simili a piccole verruche) che possono manifestarsi a livello cervico-vaginale o a livello vulvare.

Lo scopo primario del trattamento delle verruche genitali è l’eliminazione delle manifestazioni dell’HPV anche se spesso asintomatiche (ma possono anche essere dolorose o dare prurito).

Il trattamento può esitare in un stato clinicamente guarito, ma l’infezione virale sottostante può o meno persistere. Poiché le verruche non rappresentano l’intera carica virale, l’eliminazione delle verruche esterne visibili può non diminuire l’infettività. Siti interni e tratti di cute clinicamente normali possono agire come serbatoio per l’infezione da HPV.

Se non trattate, le verruche possono risolversi spontaneamente (il 20 % in sei mesi), restare inalterate, oppure aumentare in numero e dimensioni. Raramente progrediscono verso un cancro. Se le verruche non si presentano l’anno seguente il trattamento, il rischio di trasmissione dell’HPV è basso.

Oggigiorno non esiste nessun trattamento ideale per tutte le pazienti o tutte le verruche.

Possiamo distinguere due tipi di trattamento:

• trattamenti auto-applicanti. Includono soluzioni chimiche che distruggono le verruche. Le pazienti devono essere in grado di identificare e raggiungere le verruche e seguire accuratamente le istruzioni per l’applicazione;

• trattamenti effettuati direttamente dal medico: Podofillina, Iquimod, Crioterapia, Acido tricloroacetico, Diatermocoa- gulazione, Laser.

Il PAP TEST è un valido strumento diagnostico dei tumori del collo dell’utero, poiché segnale anche quelle alterazioni cellulari che non possono essere diagnosticate con una visita ginecologica, per quanto accurata, e che spesso non danno disturbi.

Il pap test consiste nell’esame al microscopio delle cellule raccolte dal collo dell’utero e dal canale cervicale che vengono strisciate su un vetrino e, poi, analizzate al microscopio. Ciò permette di individuare eventuali alterazioni (dalle infiammazioni alle lesioni pretumorali o tumorali).

Nei casi in cui l’esito del pap test segnali displasie, occorre rivolgersi al medico che consiglierà ulteriori accertamenti come la colposcopia o la biopsia.

La COLPOSCOPIA è l’osservazione del collo dell’utero con mezzo ottico di ingrandimento ed una fonte di luce che permette un’ottima osservazione del campo.

Il collo dell’utero viene deterso con una soluzione e toccato con due liquidi (uno dei quali può bruciare un po’) che evidenziano le alterazioni virali e le zone dove è presente una lesione. In caso di immagine patologica, si esegue una biopsia. Con una apposita pinza si prende un piccolissimo frammento di tessuto in modo pressoché indolore o, al peggio, con un fastidio uguale ad un pizzicottino. Dal risultato istologico si decide coda fare.

IN SINTESI

Ricorda, dunque, che:

• trattamenti auto-applicanti. Includono soluzioni chimiche che distruggono le verruche. Le pazienti devono essere in grado di identificare e raggiungere le verruche e seguire accuratamente le istruzioni per l'applicazione;

• trattamenti effettuati direttamente dal medico: Podofillina, Iquimod, Crioterapia, Acido tricloroacetico, Diatermocoagulazione, Laser.


Per ulteriori informazioni sull'infezione da Hpv e su modi e tempi della vaccinazione rivolgersi ai medici dei consultori AIED.
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