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AIED Milano - Home page

L'Aied, associazione italiana per l'educazione demografica, è un consultorio familiare accreditato di ispirazione laica, operante a Milano fin dal 1953.

L'attuale sede, in via Vitruvio 43, a due passi dalla Stazione Centrale, è nata nell'aprile del 1997. Lo scopo dell'associazione è quello di diffondere il concetto e il costume della procreazione libera e responsabile, stimolare la crescita culturale e sociale in materia di sessualità, contrastare ogni discriminazione fra uomo e donna nel lavoro, nella famiglia e nella società, combattere ogni forma di violenza, sessuale e sui minori, promuovere iniziative rivolte a migliorare la qualità della vita e a tutelare la salute della persona.

L'associazione promuove attività d'informazione e formazione nelle scuole rivolte a insegnanti, studenti e genitori e collabora con le scuole superiori di Milano dove realizza interventi di educazione sessuale e incontri dedicati al tema della violenza.

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Storico

L'ultimo articolo pubblicato è:

Autore: aiedmilano (del01/08/2011alle ore 12:35:28), in Servizi

Gentili utenti,

l'AIED cambia sede, e si sposta in VIALE REGINA GIOVANNA 36, 20129 Milano.

Nuovi spazi e nuove attrezzature per mantenere sempre alto il livello dei servizi erogati ai cittadini e la qualità delle inziative promosse a favore della salute e del benessere. Per informazioni ulteriori contattateci via mail.

A tutti BUONE VACANZE!!!

Autore: aiedmilano (del13/04/2011alle ore 17:19:28), in Malattie Sessualmente Trasmissibili

Di seguito riportiamo alcune notizie che riteniamo utile divulgare per sensibilizzare soprattutto le fasce più giovani della popolazione su un tema così importante.

Sebbene nell'articolo venga illustrata la condizione di molti giovani non italiani, i comportamenti a rischio che hanno favorito l'aumento delle malattie sessualmente trasmissibili riguardano anche molti giovani italiani.

Articolo tratto da “Corriere Salute” online.

In aumento tra i giovani inglesi le malattie sessualmente trasmesse .

MILANO - Il sesso non protetto sta causando un allarmante aumento delle infezioni sessuali fra i giovani inglesi fra i 15 e i 24 anni e le più a rischio sarebbero le ragazze, più vulnerabili a detta dei medici, perché facilmente convincibili a non usare il preservativo (che resta la miglior arma per la prevenzione). A dirlo, l’ultimo report della Health Protection Agency, che ha conteggiato quasi 500mila nuovi casi (482.696 per la precisione) di malattie infettive a trasmissione sessuale nell’ultimo anno, con un aumento del 3% rispetto al 2008, anche se a detta degli esperti i numeri potrebbero essere più alti, visto che non sempre le persone si fanno visitare per tali infezioni. Il disagio più comune è la Clamidia, con un +7% mentre la gonorrea ha fatto registrare un +6% e l’Herpes genitale ha superato il 5. In regressione, invece, condilomi e sifilide. Quanto alle differenze fra i sessi, le più esposte – come detto – sono le ragazze sui 19-20 anni, mentre la fascia d’età 20-23 è quella più a rischio per i maschi.

«Questi dati sottolineano l’altissima vulnerabilità delle giovani donne nelle infezioni sessuali – ha spiegato la dottoressa Gwenda Hughes della HPA – perché sono quelle che con più probabilità fanno sesso non protetto». Da qui, la raccomandazione agli under 25 di sottoporsi a controlli regolari ogni anno e ogni volta che si cambia partner. Sempre a detta degli esperti, il pericolo maggiore sarebbe legato al fatto che nel giro di pochissimi anni molte di queste infezioni potrebbero diventare incurabili, perché resistenti agli antibiotici.

IN ITALIA SITUAZIONE SIMILE - «I dati inglesi sono molto accurati, perché basati su una tradizione centenaria di raccolta di informazioni all’interno delle cosiddette “cliniche per malattie veneree”. Queste strutture, però, da noi in Italia non esistono, infatti ci si rivolge al medico di base nel caso degli uomini, o al ginecologo per le donne. Da qui, la necessità di creare una sorta di rete-sentinella dove far convogliare i dati di centri di eccellenza scelti dall’Istituto, per avere un quadro informativo il più possibile esauriente». E stando proprio agli ultimi numeri, il quadro italiano non si discosta molto da quello britannico. «Anche da noi la Clamidia, che è un’infezione ancora piuttosto misconosciuta ma che, se contratta da giovani, può causare problemi gravi in età adulta, ha registrato una forte incidenza nei ragazzi al di sotto dei 25 anni, come pure i condilomi, la gonorrea e la sifilide. Quest’ultima, fra l’altro, ha conosciuto un picco epidemico fra il 2005 e il 2006 soprattutto fra gli omosessuali maschi, salvo poi colpire anche le donne. Stabili, invece, le infezioni causate da Herpes genitali e questo è il solo dato confortante».

COME PREVENIRLE - Quanto alla prevenzione, l’unico rimedio efficace è il preservativo. «Se monogamia ed astinenza vanno bene per gli adulti – ha proseguito la dottoressa Suligoi – per i giovani il preservativo resta la sola arma di difesa, a patto di usarlo fin dall’inizio del rapporto e di non toglierlo prima della conclusione dello stesso. La pillola, invece, non serve a proteggere da questo tipo di malattie e questo è bene sottolinearlo, perché molte volte le ragazze non lo capiscono. Importantissima è poi la visita dal medico fin dai primi sintomi, per evitare l’effetto ping-pong, ovvero trasmettere al partner la malattia, guarire e riprenderla dallo stesso partner. Spesso alcune persone, soprattutto più giovani, sono a disagio ad andare dal ginecologo: ecco perchè abbiamo istituito il numero verde Aids 800-861061 che risponde anche a domande relative alle infezioni di carattere sessuale». Uno dei pericoli evidenziati dal rapporto inglese riguardava la capacità di resistenza agli antibiotici di talune malattie che diverrebbero così, di fatto, incurabili. «Il pericolo esiste – ha concluso l’esperta - perché se si abusa degli antibiotici, il rischio è che ad un certo punto questi non facciano più effetto. Ma per ora direi che tale quadro sembra scongiurato, perlomeno in Italia, dove si tende a limitare l’uso, e di conseguenza l’abuso, degli antibiotici.

 

(Simona Marchetti)

 

 

 

 

 

 

Autore: aiedmilano (del13/04/2011alle ore 17:11:20), in Malattie Sessualmente Trasmissibili

Riportiamo un articolo pubblicato su www.ondaosservatorio.it

Gran Bretagna: torna la sifilide. Facebook tra le «cause»

 

25/03/2010

 

Rilanciamo un articolo tratto da “Corriere Salute” online.

 

Sifilide: cifre in aumento in Gran Bretagna. Il ruolo dei social network.

 

LONDRA - La sifilide torna in Gran Bretagna e la colpa almeno in parte sarebbe di Facebook. Il professor Peter Kelly, direttore della sanità pubblica nella regione di Teeside, nel nord-est dell'Inghilterra, ha affermato che a Sunderland, Durham e Teesside, tutte aree in cui il sito sociale è molto popolare, il numero di persone affette da sifilide è quadruplicato, proprio perchè il network ha dato alla gente un nuovo modo di incontrare più partner per incontri sessuali occasionali. Secondo quanto è stato riferito oggi dal Daily Telegragh, il personale sanitario di Teeside avrebbe infatti trovato un legame tra i social network e l'aumento dei casi del virus, soprattutto tra le giovani donne.

NUMERI QUADRUPLICATI - «C'è stato un aumento di quattro volte nel numero di casi di sifilide rilevati - ha spiegato Kelly - e a essere colpite sono state soprattutto le donne dai 20 ai 24 anni e gli uomini dai 25 ai 30. Non ho i nomi delle persone colpite, solo le cifre, ma ho visto che molte delle persone affette dal virus hanno incontrato i loro partner attraverso i siti di social network». «La sifilide è una malattia devastante - ha aggiunto - e le piattaforme sociali come Facebook stanno rendendo più facile alle persone trovare partner occasionali con cui fare sesso». Anche se i casi di sifilide in Gran Bretagna sono diminuiti grazie alla diffusione dell'uso del preservativo negli anni Ottanta e Novanta, secondo l'Health Protection Agency il virus sta ritornando e lo scorso anno si sarebbero verificati circa 4.000 casi. La malattia può causare gravi problemi al cuore, alle vie respiratorie e danni al sistema nervoso centrale. Un portavoce di Facebook ha reagito all'allarme lanciato dai medici affermando che gli utenti dovrebbero prendere «precauzioni» e stare attenti quando incontrano qualcuno, specie se conosciuto online.

(Fonte Agenzia Ansa).

 

 


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